Immobile ereditato- Imposte e documenti necessari per la vendita

Per vendere un bene ereditato è necessario prestare attenzione ad alcuni aspetti specifici; infatti oltre a tutti i documenti necessari per la vendita immobiliare sono necessari ulteriori adempimenti; vediamo quali:

  • DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE
  • ATTO DI ACCETTAZIONE DELL’EREDITA’
  • TRASCRIZIONE DELL’ATTO DI ACCETTAZIONE

DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE:

Il primo passo da compiere quando si eredita un immobile è quello di presentare la dichiarazione di successione, un documento che notifica il trasferimento del bene agli eredi a fini fiscali. Questa va presentata entro un anno dal decesso di chi ha lasciato l’immobile in eredità e prevede il pagamento dell’imposta ipotecaria e catastale che vedremo i seguito.

ATTO DI ACCETTAZIONE DELL’EREDITA’ E TRASCRIZIONE

Con la sola dichiarazione di successione gli eredi non accettano di fatto i beni ricevuti. E’ necessario infatti:

  • l’atto di accettazione dell’eredità, che può essere: accettazione espressa, quando si dichiara formalmente di accettare i beni; accettazione tacita, quando l’erede non predispone un atto formale, ma manifesta con i comportamenti la sua volontà di accettare l’eredità.
  • la trascrizione dell’accettazione dell’eredità, che certifica che la proprietà dell’immobile in oggetto è passata dal defunto al nuovo proprietario. La trascrizione può avvenire anche contestualmente al rogito, che però senza quest’atto non può concludersi. Per far trascrivere dal notaio l’accettazione dell’eredità, bisogna portare: il certificato di morte di chi ha lasciato il bene in eredità; l’atto di successione.

IMPOSTE E TASSE SULLA SUCCESSIONE

Prima di presentare la dichiarazione di successione è necessario pagare:

  • IMPOSTA IPOTECARIA (2% del valore catastale dell’immobile);
  • IMPOSTA CATASTALE (1% del valore catastale dell’immobile).
  • Se si può usufruire dei benefici prima casa vengono pagate nella misura fissa di 200 euro ciascuna

  • LA TASSA DI SUCCESSIONE invece sarà liquidata dall’Agenzia delle Entrate entro il terzo anno dalla dichiarazione di successione, queste variano a seconda del grado di parentela:
    • 4% sul valore catastale dell’immobile, con franchigia pari a 1.000.000€ per figli e coniuge
    • 6% sul valore catastale con franchigia pari a 100.000€ per fratelli e sorelle
    • 6% sul valore catastale, senza applicare la franchigia, per nipoti, zii, cugini di primo grado, cognati e suoceri
    • 8%, anche in questo caso senza applicazione della franchigia, per tutti gli altri soggetti (fra cui rientra anche il convivente)
    • Se l’erede è affetto da disabilità (legge 104) si applicherà la percentuale riferita al grado di parentela e  la franchigia di 1.500.000 di euro

Sono inoltre da pagare:

  • l’imposta di bollo, a 64€ per ogni nota di trascrizione;
  • i tributi speciali (ad esempio i diritti di segreteria);
  • la tassa ipotecaria fissa di 35€ per ciascuna nota di trascrizione.

Infine, per procedere alla vendita di un immobile ricevuto in successione, entro un massimo di 30 giorno dalla dichiarazione di successione, va presentata la domanda di voltura catastale all’ufficio del catasto situato nella stessa provincia dell’Agenzia delle Entrate a cui ci si è rivolti.

Per la domanda di voltura catastale occorre versare: 55€ per il tributo speciale catastale; 16€ di imposta di bollo ogni 100 righe .

VENDERE UN IMMOBILE IN COEREDITA:

La vendita di un immobile passato a più eredi necessità dell’accordo di tutti gli eredi alla vendita. Sarà inoltre necessario che ogni erede presenti la dichiarazione di successione e l’accettazione di eredità.

PLUSVALENZA:

Non sussiste la tassazione sulla plusvalenza in caso di vendita di immobile ereditato; attenzione però: se chi ha ereditato l’immobile lo ha adibito a ”prima casa” non potrà venderlo prima dei 5 anni salvo acquisto, entro l’anno, di una nuova abitazione, pena perdita delle agevolazioni ottenute sulle tasse successorie.